Whatsapp e limiti di età

È notizia delle ultime ore che Whatsapp, la popolare applicazione di messaggistica istantanea, ha modificato i propri “Terms of Service” escludendo i minori di 16 anni dall’utilizzo del servizio. In realtà questa scelta è dettata dal “General Data Protection Regulation” (GDPR) europeo che stabilisce, all’art. 8, che il trattamento dei dati personali in UE è lecito solo a partire dai 16 anni di età.

Sul piano legale è una novità non da poco perché sono molti gli utenti nella fascia 13 – 15 (che prima di questa modifica erano perfettamente legittimati all’uso) che verranno immediatamente esclusi.

Ma cosa cambia in realtà?

Secondo me cambierà molto poco, in primo luogo perché l’Azienda non ha dato ancora molti dettagli su come questo cambiamento verrà effettivamente applicato e quali saranno gli espedienti tecnici per consentire un controllo. In effetti io ho, finché sto scrivendo, 32 anni ma Whatsapp non mi ha mai chiesto di inserire una data di nascita e, quindi, potrei tecnicamente avere qualunque età. Se io avessi 15 anni in questo preciso momento sarei legittimato ad usare il servizio perché avrei accettato i ToS in un momento in cui i quindicenni potevano accettarli. Come verrà gestita questa cosa?

Poi c’è una questione particolare: il GDPR, e Whatsapp di conseguenza, prevede che i minori di 16 anni potranno usare il servizio a patto che un genitore o tutore autorizzi il trattamento dei dati esplicitamente per loro. Anche in questo caso sarà necessario vedere come l’Azienda deciderà di applicare il regolamento perché è da questo dettaglio che dipenderà la vera efficacia del provvedimento. Tecnicamente come potrà il genitore autorizzare (o no) il minore di 16 anni ad utilizzare il servizio? Come farà l’Azienda a verificare che l’adulto che ha eventualmente autorizzato sia qualcuno che aveva davvero l’autorità di farlo (o, in altre parole, che sia stato davvero il genitore/tutore ad esprimere il consenso)? Queste sono domande fondamentali perché se questi aspetti non dovessero essere studiati e realizzati accuratamente, l’intero provvedimento perderà di senso. In effetti è quello che succede adesso in molti contesti (come, ad esempio, i social network) dove ci sono molti minori di 13 anni che utilizzano servizi che non potrebbero utilizzare proprio perché il controllo dell’età non è implementato in modo sufficientemente preciso.

C’è anche da dire che il caso europeo è abbastanza unico, perché nel resto dei Paesi del Mondo l’età per consentire il trattamento dei propri dati personali rimarrà di 13 anni. Quindi le regole cambieranno solo per i 28 paesi dell’Unione Europea (a meno che questi, singolarmente, non decidano di riportarla a 13) creando di fatto una certa confusione. È sempre difficile gestire le cose quando queste non sono omogenee. Del resto l’Unione Europea in materia di Privacy si è sempre distinta per introdurre regole fastidiose come quella sui Cookies che obbliga ad inserire praticamente in ogni sito quell’avviso che, di fatto, scoccia chiunque e nessuno legge davvero. Il mio sospetto, quindi, è che questo nuovo regolamento cadrà clamorosamente nel buio dopo aver fatto un lampo di luce, esattamente come fa un fuoco artificiale…

Va sottolineato, comunque, che questo provvedimento non è volto a tutelare i minori da eventi di bullismo o per evitare che circolino messaggi dai contenuti dubbi (come le ragazzine che inviano ai “fidanzatini” filmati o fotografie dove sono ritratte spogliate e che poi vengono condivisi divenendo virali) perché il regolamento europeo non parla dei contenuti dei messaggi ma stabilisce un limite d’età oltre il quale una persona può decidere circa il trattamento dei propri dati personali da parte di un’azienda. I dati personali non hanno nulla a che vedere con i contenuti. Nel caso di Whatsapp, poi, i contenuti sono protetti da crittografia end-to-end: tutti i bit scambiati tra gli utenti sono cifrati e solo i due capi della comunicazione (mittente e destinatario) possono accedere alle informazioni; il “postino” (ovvero il gestore del servizio) non può vedere nulla (e, pertanto, non può nemmeno intervenire facilmente).

È per questo che, personalmente, penso che questo nuovo regolamento sia assolutamente inutile e che tutto questo farà solo un grande rumore iniziale per cadere nel silenzio più assoluto tra qualche mese, con minori di qualsiasi età che continueranno ad utilizzare Whatsapp&Co. esattamente come prima… Probabilmente sarebbe molto più utile discutere su come effettivamente permettere una protezione dei minori dai contenuti nocivi, ma questo è un altro argomento…

 

Fonti:
Ansa
ilSole24Ore
Whatsapp (inglese)
Corriere.it

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Informazioni su Alessio

Informatico, fotografo amatoriale ed appassionato di viaggi e scienza...

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