Riflessioni su di una tragedia

Non è mia abitudine mettermi a fare grandi discussioni quando succede una tragedia. Credo che il silenzio, talvolta, sia la forma di rispetto più grande. Tuttavia quello che è successo a Genova ieri (14 agosto 2018) ha fatto partire un’ondata di polemiche e dichiarazioni politiche che, personalmente, reputo del tutto inappropriate. In questo breve post cercherò di spiegare il mio punto di vista. Non parlerò del crollo del Ponte Morandi nei dettagli, ma esprimerò esclusivamente il mio parere circa alcune dichiarazioni fatte da esponenti di spicco del Governo Conte, in carica al momento del crollo.

A meno di 24 ore dall’evento entrambi i vicepremier del Governo (ministri Di Maio e Salvini) hanno rilasciato dichiarazioni di fuoco evocando la possibilità di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia mentre il ministro Toninelli (il più competente per argomento in questo caso essendo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) ne ha chiesto le dimissioni dei vertici e paventa l’idea di trasferire la gestione dell’A10 all’ANAS. I toni usati sono stati molto forti instaurando immediatamente un clima da “caccia alle streghe” per la ricerca spasmodica del colpevole.

Tra chi sostiene che da tempo si sapeva della pericolosità del ponte accusando di scarsa manutenzione a chi invece replica che nulla faceva pensare ad un crollo imminente, le notizie si susseguono veloci ma le dichiarazioni dei componenti dell’Esecutivo non stanno minimamente tendendo conto di un dettaglio molto importante: le cause del crollo non sono ancora state individuate o, almeno, al momento in cui sto scrivendo non sono state rese pubbliche.

Quello che è successo è gravissimo e quasi 40 persone (tra le quali anche bambini) hanno perso la vita: sono fermamente convinto che se ci sono degli oggettivi responsabili le cui colpe possono essere dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio, questi dovranno essere severamente puniti per il dolore che hanno arrecato e dovranno pagare per il loro agire. Ma non spetta ad un ministro (o comunque ad un esponente del Governo) farlo! Non in questo momento, almeno…

Ora ci saranno delle indagini e spetterà alla Magistratura ed al Potere Giudiziario stabilire chi è responsabile di cosa e stabilire quali saranno le giuste pene. Solo a quel punto sarà compito del Governo prendere le decisioni più opportune per garantire che nuovi eventi di questo tipo non si verifichino, utilizzando tutti gli strumenti che la Costituzione garantisce al Potere Esecutivo per tutelare l’interesse dei Cittadini. Al Potere Legislativo competerà quindi il compito di approvare delle nuove Leggi (o modificare le esistenti) in modo che la Normativa vigente preveda tutto quello che è necessario per, di nuovo, evitare nuove tragedie di questo tipo.
Il Governo non può (e non deve) diventare un organismo di giustizia!

Molto giusta, invece, è stata a mio avviso la dichiarazione del ministro Tria (Economia) che ha ribadito la necessità di un Piano di Investimenti per le Infrastrutture che sia libero da vincoli di bilancio: solo con una spesa importante volta ad effettuare controlli e ammodernamenti si può evitare davvero che eventi simili possano in futuro accadere di nuovo.

Fonti:
Dichiarazioni Di Maio e Salvini
Dichiarazioni Toninelli

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Informazioni su Alessio

Informatico, fotografo amatoriale ed appassionato di viaggi e scienza...

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