Truffe via e-mail: un tentativo di ricatto particolarmente inquietante

I tentativi di truffa online sono all’ordine del giorno ed alcuni di essi sono particolarmente facili da evitare. Non è credibile, infatti, che si possano vincere oggetti particolarmente costosi semplicemente compilando un questionario ed ormai gli utenti sono abbastanza abituati a questo tipo di messaggi e nella maggior parte dei casi la e-mail viene cancellata e tutto finisce lì.

Nell’ultimo periodo, però, stanno circolando delle e-mail che possono risultare particolarmente inquietanti per un dettaglio semplicissimo eppure dall’indubbia efficacia: il contenuto riporta (una o più volte) una password davvero utilizzata dall’utente anche se probabilmente una vecchia e non più utilizzata. L’utente è invitato a pagare dei soldi affinché non vengano divulgati dei filmati in atteggiamenti intimi rubati attraverso la webcam del computer.

Nei giorni scorsi ho ricevuto una di queste e-mail e, da appassionato di sicurezza informatica, ho deciso di approfondire la questione. Senza entrare in noiosi dettagli tecnici voglio spiegare perché questi messaggi devono essere ignorati e non devono essere fonte di preoccupazione.

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Whatsapp e limiti di età

È notizia delle ultime ore che Whatsapp, la popolare applicazione di messaggistica istantanea, ha modificato i propri “Terms of Service” escludendo i minori di 16 anni dall’utilizzo del servizio. In realtà questa scelta è dettata dal “General Data Protection Regulation” (GDPR) europeo che stabilisce, all’art. 8, che il trattamento dei dati personali in UE è lecito solo a partire dai 16 anni di età.

Sul piano legale è una novità non da poco perché sono molti gli utenti nella fascia 13 – 15 (che prima di questa modifica erano perfettamente legittimati all’uso) che verranno immediatamente esclusi.

Ma cosa cambia in realtà? Continue reading

Facebook, privacy & Cambridge Analytica

Sono ormai un po’ di giorni che si sente parlare di problemi legati alla privacy dei quali il CEO di FaceBook Mark Zuckerberg ha fatto pubblica ammenda. Praticamente ogni giorno si aggiunge qualche nuovo dettaglio e la cosa sembra ormai aver preso una piega inquietante per la nostra riservatezza.

Ma cos’è successo in realtà? Cosa rende la faccenda tanto grave e, soprattutto, è davvero così grave? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

Nella prima parte mi limiterò a descrivere il fatto per come può essere ricostruito usando varie fonti, poi nella seconda parte mi permetterò qualche commento personale. Continue reading